Attività ed azioni

Attività n. 1 “Gestione transfrontaliera del dossier di cooperazione”

L’attività di coordinamento progettuale, ovvero la gestione amministrativa e finanziaria del progetto, verrà sostenuta da un Comitato di Pilotaggio (COPIL), costituito dai rappresentanti dei due partners transfrontalieri. Il COPIL si occuperà allo stesso tempo della definizione della strategia di attuazione del dossier, facendo particolare attenzione a sorvegliare il rispetto degli obiettivi progettuali condivisi.

Il Comitato tecnico transfrontaliero, costituito a “geometria variabile” secondo i bisogni e le esigenze tecnico-scientifiche che emergeranno durante le varie fasi di progetto, opererà nel rispetto della strategia definita dal COPIL, discutendo e sviluppando nello specifico i contenuti necessari all’attuazione delle attività e delle azioni previste.

Attività n. 2 “Monitoraggio e studio dei grandi ungulati di montagna”

Il PNGP e il PNS hanno lunghe tradizioni sulla conservazione, così come sulla ricerca e lo studio dei grandi ungulati di montagna.

Le specie che risultano avere maggiore rilevanza in termini sia di conservazione sia di impatto sui visitatori delle aree protette sono lo stambecco, il camoscio, il cervo e il capriolo.

La messa in comune di metodi condivisi di misurazione delle trasformazioni che queste specie subiscono nel tempo in un ambiente alpino in continua trasformazione è il tema principale di questa attività.

Per comprendere l’ecologia di una popolazione è necessario verificare e condividere i sistemi di monitoraggio e misurazione degli effettivi, analoghi o confrontabili, che consentano successivamente di mettere in evidenza il peso di talune variabili ambientali sulla dinamica delle popolazioni e di verificare alcuni parametri fondamentali di ecologia di popolazione (quali la sopravvivenza, la mortalità ed il peso di fattori climatici e trofici, la misurazione dei possibili effetti di competizione intra- e inter-specifica, ecc – Attività 3).

Azione n. 2.a “Conservazione e monitoraggio dello Stambecco”

Descrizione dell’azione

L’osservazione sul lungo periodo di soggetti marcati e la messa in comune delle metodologie di raccolta dati sulle consistenze e sull’ecologia della specie, in aree diverse dell’arco alpino, sottoposte all’azione di diversi eventi climatici, consente di focalizzare l’attenzione sui principali fattori che condizionano la conservazione di questa specie simbolo della montagna.

L’azione prevede la standardizzazione dei sistemi di raccolta dati su censimenti e uso dello spazio, propedeutiche alla realizzazione di carte di distribuzione stagionale della specie e di serie storiche di censimento (attività 3).

Un numero crescente d’individui sarà reso riconoscibile attraverso operazioni di cattura e marcatura su entrambe le aree protette, sia con l’uso di marchi auricolari o collari ottici, sia con l’uso di radio collari GPS di nuova generazione. In particolare il monitoraggio di animali dotati di GPS permetterà di acquisire nuove e fondamentali conoscenze sull’uso dello spazio della specie e sul suo comportamento.

Nel contempo, in aree test, saranno prese in esame la presenza e la prevalenza di talune infezioni da micro- e macro-parassiti in grado di avere effetto sulla sopravvivenza di diverse classi di età di stambecchi e sui diversi sessi, sempre allo scopo di definire possibili scenari di trasformazione, in questo caso legati all’azione combinata tra clima e malattie infettive. Mediante la misurazione della variabilità genetica, in particolare quella relativa al “Complesso Maggiore di Istocompatibilità (MHC)”, attraverso l’analisi genetica di campioni tissutali e di feci, si esplorerà l’effetto della ridotta variabilità genetica, caratteristica in questa specie, sulla resistenza alle infezioni e sulla sopravvivenza.

Obiettivi specifici

  1. Monitorare l’uso dello spazio ed il comportamento di individui marcati ed elaborare serie temporali di censimento;
  2. Ricavare informazioni utili alla conservazione della specie e all'interpretazione dei fattori che condizionano la dinamica di popolazione dello stambecco;
  3. Dare risposte al declino di talune popolazioni di stambecco, quali quella del Gran Paradiso, verificando le diverse ipotesi relative all’azione di fattori ambientali (vegetazionali e climatici), fattori intrinseci alla popolazione, fattori patologici e genetici (indagine sui sistemi MHC).

Descrizione tecnica

Armonizzazione delle azioni di controllo e monitoraggio della fauna (riunioni tecniche del personale coinvolto);

  1. Scambi di personale tra i due parchi per censimento e sistemi di controllo faunistico (catture e raccolta dati);
  2. Attivazione di azioni comuni sulla eco-etologia della specie, attraverso in particolare il monitoraggio con tecniche comuni di animali resi riconoscibili per marcatura;
  3. Acquisto del materiale necessario allo svolgimento delle indagini, in particolare di collari GPS di nuova generazione (16 sul versante italiano e 10 su quello svizzero) e di componenti ed apparati per il funzionamento delle trappole;
  4. Standardizzazione dei sistemi di raccolta dati sulla genetica di popolazione e sullo stato sanitario.

Output

  • Protocolli comuni di raccolta e di elaborazione dei dati
  • Armonizzazione dei data-base disponibili
  • Manoscritti da sottoporre a pubblicazione
  • Relazioni tecniche
  • Verbali delle riunioni tecnico-scientifiche
  • Linee direttrici per la raccolta e l’utilizzo del materiale tecnico-scientifico disponibile presso i partner

Attori coinvolti nell’azione

I due parchi nazionali partner transfrontalieri (PNGP, PNS).

Per quanto attiene la misura del comportamento dello stambecco, il PNGP prevede di attivare una convenzione con le Università di Sassari e di Pavia (borse di studio), che rappresentano a livello europeo i centri di competenza specifica per lo studio delle suddette tematiche; tale collaborazione scientifica apporterà un valore aggiunto al partnerariato transfrontaliero sia in termini di messa a disposizione dei dati raccolti sia di output progettuali.

 Azione n. 2.b “Conservazione e monitoraggio di camoscio, cervo e capriolo”

Descrizione dell’azione

Le stime annuali di abbondanza per le popolazioni di camoscio, cervo e capriolo si basano generalmente su conteggi focali da punti di vantaggio o transetti lineari, la cui attendibilità è limitata dalla stagionalità del comportamento spaziale individuale nonché dalle caratteristiche intrinseche dell’ambiente, con particolare riferimento alla presenza di aree boscate. Per questo, i conteggi focali sono spesso caratterizzati da bassa precisione e attendibilità, e le variazioni annuali delle stime di abbondanza risultano di difficile interpretazione.

La disponibilità di dati storici su un numero cospicuo di animali marcati in entrambe le realtà territoriali permetterà l’applicazione di modelli di “cattura-marcatura-ricattura” in grado sia di fornire una stima numerica annuale delle popolazioni di camoscio (PNGP, PNS) e cervo (PNS), sia di stimarne i tassi di accrescimento e i pattern di reclutamento sesso-specifici.

Parallelamente, la presenza di animali già marcati con collari GPS e VHF permetterà la creazione di modelli di avvistabilità (sightability models) comuni in grado di testare l’affidabilità delle stime numeriche da conteggi focali. La prosecuzione delle attività di cattura e marcatura di nuovi individui permetterà di implementare su entrambi i versanti il set di dati preesistente e migliorare le stime dei parametri sopra citati.

Obiettivi specifici

  1. Confrontare diversi metodi di stima dell’abbondanza (censimenti, cattura-marcatura-ricattura, stime corrette mediante modelli di avvistabilità) per verificare l’attendibilità dei metodi di conteggio tradizionalmente utilizzati. Ottenere dati accurati di abbondanza annuale che permettano di adottare fattori di correzione in grado di fornire dati attendibili per interpretare la performance delle popolazioni nel corso del tempo, soprattutto in risposta alle variazioni climatiche dell’ambiente alpino.
  2. Migliorare la comprensione dell’effetto di fattori climatici sulla performance delle popolazioni di ungulati alpini (di cervo e camoscio in particolare), soprattutto in relazione ai cambiamenti climatici in atto e alla possibilità di creare modelli demografici predittivi basati sui proiezioni climatiche.
  3. Comprendere i meccanismi eto-ecologici legati alle scelte strategiche per l’ottimizzazione della sopravvivenza e della riproduzione di camoscio e cervo.

Descrizione tecnica

  1. Armonizzazione delle azioni di controllo e monitoraggio della fauna;
  2. Scambi di personale tra i due parchi per censimento e sistemi di controllo faunistico, con riferimento specifico al camoscio e al cervo;
  3. Acquisto del materiale per cattura e marcatura (kit di aghi e siringhe);
  4. Messa in comune di sistemi di elaborazione dei dati di censimento e di stima della sopravvivenza specifica;
  5. Realizzazione di indagini genetiche sulla paternità.

Output

  • Protocolli comuni di raccolta e di elaborazione dei dati
  • Armonizzazione dei data-base disponibili
  • Manoscritti da sottoporre a pubblicazione
  • Relazioni tecniche
  • Verbali delle riunioni tecnico-scientifiche

Attori coinvolti nell’azione

I due parchi nazionali partner transfrontalieri (PNGP, PNS).

Per quanto attiene la misura del comportamento del camoscio, il PNGP prevede di attivare una convenzione con le Università di Siena e di Vienna (borse di studio), che rappresentano a livello europeo i centri di competenza specifica per lo studio delle suddette tematiche; tale collaborazione scientifica apporterà un valore aggiunto al partnerariato transfrontaliero sia in termini di messa a disposizione dei dati raccolti sia di output progettuali.

Oltre al PNGP e al PNS, saranno coinvolti nell’azione le Università di Siena e Vienna, per quanto attiene la misura del comportamento del camoscio, l’Università di Zurigo, per l’uso dello spazio e le applicazioni GIS.

Attività n. 3 “Analisi dei fenomeni di interazione e degli scenari di cambiamento”

Le attività di monitoraggio che verranno realizzate su entrambe le aree protette metteranno a disposizione dei due partner un database funzionale in particolare ad una serie di analisi sui fenomeni di interazione diretta e indiretta tra ungulati selvatici.

Dall’analisi congiunta del suddetto database sarà possibile ricavare una serie di nuove carte grazie alle quali sarà possibile definire i possibili scenari di trasformazione ed indirizzare al contempo le azioni di conservazione da sostenere nel medio-lungo periodo.

Questa attività sarà realizzata dai due Parchi con l’affiancamento di Enti autorevoli e riconosciuti, nonché professionisti specializzati nell’analisi e nello studio comparato delle dinamiche delle popolazioni delle diverse specie.

Azione n. 3.a “Analisi dei fenomeni di interazione diretta e indiretta tra ungulati selvatici”

Descrizione dell’azione

La messa in comune di sistemi di raccolta dati sulla distribuzione delle diverse specie nel corso degli anni permetterà di realizzare carte stagionali di distribuzione e di uso dello spazio, che saranno integrate con le carte di uso dello spazio ottenute dal monitoraggio di animali marcati. La misurazione della sovrapposizione spaziale sarà il primo elemento da ricavare, nell’ottica della comprensione dei fattori ecologici che legano le diverse specie. L’uso di spazi comuni non significa di per se competizione, ma il confronto tra uso dello spazio, composizione della dieta ed evoluzione delle praterie d’altitudine consentirà di definire possibili scenari di trasformazione.

Per verificare i possibili effetti della sovrapposizione tra le diverse specie saranno analizzati inoltre gli andamenti delle serie temporali di censimento, per mettere in evidenze dinamiche comuni di interazione tra stambecco e camoscio e tra camoscio e cervo, nelle diverse realtà dei due Parchi.

Se alla sovrapposizione spaziale si affianca la misura della selezione alimentare si possono prospettare degli scenari di declino e di trasformazione della dinamica delle diverse popolazioni e, quindi, azioni di gestione diverse da parco a parco. La diversa impostazione delle due aree protette, della quali l’una (il PNS) non consente alcuna forma di gestione della risorsa naturale (anche con il divieto del pascolo domestico) mentre l’altra ha una lunga tradizione di gestione pastorale, seppure in declino, consentirà di porre le basi per la misurazione degli effetti della gestione pastorale sulla conservazione della fauna ungulata. Dal confronto dei risultati, si otterranno indicazioni metodologiche e protocolli di gestione specifici da seguire nel tempo.

Obiettivi specifici

  1. Realizzare carte stagionali di distribuzione e di uso dello spazio delle diverse specie;
  2. Verificare i possibili effetti della sovrapposizione tra le diverse specie;
  3. Verificare gli indici di sovrapposizione tra le diverse specie con riferimento specifico alla dieta e quindi all’evoluzione delle disponibilità trofiche.

Descrizione tecnica

 Analisi della sovrapposizione spaziale tra stambecco e camoscio e tra cervo e camoscio;

  1. Analisi delle preferenze trofiche e della qualità della dieta;
  2. Analisi dell’interazione trofica;
  3. Definizione di possibili scenari di cambiamento.

Output

 Protocolli comuni e differenziati di gestione della risorsa pastorale

  • Armonizzazione dei data-base disponibili
  • Manoscritti da sottoporre a pubblicazione
  • Relazioni tecniche
  • Verbali delle riunioni tecnico-scientifiche

Attori coinvolti nell’azione

I due parchi nazionali partner transfrontalieri (PNGP, PNS).

Per quanto attiene lo studio comparato della dinamica delle popolazioni delle diverse specie, il PNGP prevede di attivare una convenzione con le Università di Kent e con l’ISAC-CNR di Torino (borse di studio e analisi di laboratorio), che rappresentano a livello europeo i centri di competenza specifica per lo studio delle suddette tematiche; per quanto attiene l’interazione tra vegetazione ed ungulati il PNGP prevede di attivare una convenzione con l’Università di Trondheim (NTNU) e l’Istituto Federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL); le suddette collaborazioni scientifiche apporteranno un valore aggiunto al partnerariato transfrontaliero sia in termini di messa a disposizione dei dati raccolti sia di output progettuali.

Azione n. 3.b “Scenari di cambiamento distributivo in funzione dei cambi climatici”

Descrizione dell’azione

Con la messa in comune e l’elaborazione dei dati relativi alla distribuzione delle tre specie di ungulati ci si prefigge di realizzare carte tematiche da confrontare con quelle di vocazionalità e di distribuzione potenziale. Nel contempo si porranno le basi per la raccolta di ulteriori dati sulla presenza/assenza delle specie in oggetto allo scopo di ottenere carte di probabilità di distribuzione, basate sulla presenza/assenza, maggiormente attendibili rispetto a quelle tradizionali di vocazionalità, imperniate sulla correlazione tra biologia ed ecologia della specie e caratteristiche di uso del suolo.

In funzione degli scenari di cambiamento climatico attuali, riferiti soprattutto alle variazioni della temperatura, si costruiranno carte di distribuzione potenziale future, utili per prevedere congiuntamente le modificazioni dell’uso dello spazio e l’espansione o la contrazione degli areali distributivi delle tre specie a livello locale.

Le carte di presenza/assenza saranno indicati come strumenti gestionali utili per la conservazione delle specie.

Obiettivi specifici

  1. Analizzare i legami tra l’ecologia della specie e particolari situazioni climatiche e ambientali, allo scopo di definire possibili scenari di trasformazione;
  2. Analisi di possibili effetti intrinseci (densità, struttura di età,..) ed estrinseci alla popolazione (effetti del clima e della vegetazione);
  3. Mettere a confronto la distribuzione reale e quella potenziale, attuale e futura, per analizzare scenari di cambiamento;
  4. Realizzare previsioni di trasformazione dell’uso dello spazio e della distribuzione degli ungulati in funzione dei cambi climatici;
  5. Verificare quanto i cambi nella distribuzione possano condizionare la conservazione degli ungulati di montagna.

Descrizione tecnica

 Realizzazione di carte di distribuzione reale e potenziale di stambecco, camoscio e cervo;

  1. Realizzazione di carte di distribuzione potenziale in funzione di nuovi scenari climatici;
  2. Analisi delle conseguenze.

Output

 Carte di distribuzione degli ungulati e di previsione di cambiamento

  • Protocolli comuni di raccolta dati di distribuzione e di presenza/assenza
  • Armonizzazione dei data-base disponibili
  • Relazioni tecniche
  • Verbali delle riunioni tecnico-scientifiche

Attori coinvolti nell’azione

I due parchi nazionali partner transfrontalieri (PNGP, PNS).

Il PNGP prevede di attivare una convenzione con l’ISAC-CNR di Torino (borsa di studio), che anche in questo caso rappresenta a livello europeo il centro di competenza specifica per lo studio delle suddette tematiche; tale collaborazione scientifica apporterà un valore aggiunto al partnerariato transfrontaliero sia in termini di messa a disposizione dei dati raccolti sia di output progettuali.

Attività n. 4 “Messa in comune e valorizzazione di sistemi di valutazione condivisi”

Per avere dati utili per misurare le trasformazioni di uso dello spazio e delle densità di popolazione dei grandi erbivori di montagna è dunque necessario avere conoscenza delle trasformazioni del paesaggio (variazione dell’estensione degli habitat) e della composizione floristica delle praterie di altitudine, della loro fenologia e della qualità e digeribilità della risorsa trofica disponibile.

Le aree nazionali protette si contraddistinguono per la loro assidua e continua azione di controllo e di protezione della natura e del paesaggio. Queste azioni si realizzano attraverso la presenza di un corpo di sorveglianza a cui sono delegati anche compiti di monitoraggio e di raccolta dati ambientali e faunistici.

E’ importante che queste attività siano pertanto coordinate e rese comuni anche per incrementare a livello locale e di Arco alpino l’importanza della percezione, emozionale e politica, del valore della conservazione.

Azione n. 4.a “Messa in comune di sistemi di misurazione della trasformazione della risorsa trofica per i grandi ungulati alpini (stambecco, camoscio e cervo)”

Descrizione dell’azione

Attraverso le analisi delle immagini satellitari e delle foto aeree storiche e recenti è possibile ricostruire la modificazione dell’uso del suolo e dell’estensione di taluni habitat di interesse per la fauna selvatica ungulata. Questa prima valutazione consente un inquadramento generale delle trasformazioni occorse negli ultimi vent’anni in ambiente alpino.

Lo stato attuale delle praterie di altitudine viene valutato attraverso la messa in comune di metodologie di misurazione della qualità della risorsa foraggera in aree test dei due parchi. Recinti di esclusione e parcelle di studio saranno delimitate ed osservate nel tempo per misurare la qualità delle risorsa (in termini chimico-bromatologici e di digeribilità) e le sue variazioni nel tempo in funzione della temperatura e dei fattori climatico-ambientali.

Nelle aree frequentate da individui di camoscio e stambecco marcati saranno realizzate carte fito-pastoraliper misurare la frequenza e composizione specifica delle diverse facies pastorali e per valutarne il valore pastorale. Le carte di uso dello spazio di soggetti marcati saranno utili per individuare i siti strategici per la sopravvivenza della specie ed in questi siti saranno approfondite le analisi fito-pastorali.

Con l’elaborazione di immagini satellitari e l’applicazione di indici specifici (come il Normalized Difference Vegetation Index, NDVI) sarà possibile identificare l’evoluzione quindicinale dello stadio fenologico della vegetazione alpina nei siti di studio a partire dalla fine degli anni ’80. Tali indici saranno correlati con l’andamento delle popolazioni di stambecco, cervo e camoscio e con alcuni parametri di Life History di queste specie, dello stambecco in particolare. L’interpretazione di questi indici verrà correlata nel tempo con la qualità del foraggio nelle aree test individuate nel presente programma, ponendo così le basi per la misurazione lungo termine dello stato e della qualità delle praterie di altitudine.

Obiettivi specifici

Ricostruire le modificazioni dell’uso del suolo e dell’estensione di taluni habitat di interesse per la fauna selvatica ungulata;

  1. Valutare in termini chimico-bromatologici e di digeribilità le variazioni nel tempo della qualità della risorsa vegetale, in funzione dei cambi di temperatura e dei fattori climatico-ambientali;
  2. Caratterizzazione fito-pastorali dei siti usati da stambecchi e camosci marcati;
  3. Individuare sistemi di misurazione della fenologia vegetale utili per ricostruire le azioni pregresse di uso dello spazio da parte di stambecchi e camosci marcati.

Descrizione tecnica

  1. Misurazione delle variazioni paesaggistiche e degli habitat;
  2. Analisi della qualità della risorsa trofica in aree test;
  3. Costruzione di carte fito-pastorali;
  4. Misurazione dell'evoluzione della fenologia vegetale.

Output

 Carte di uso del suolo e degli habitat

  • Protocolli comuni di raccolta dati di distribuzione e di presenza/assenza
  • Armonizzazione dei data-base disponibili
  • Relazioni tecniche
  • Verbali delle riunioni tecnico-scientifiche

 

Attori coinvolti nell’azione

I due parchi nazionali partner transfrontalieri (PNGP, PNS).

Il PNGP prevede di coinvolgere nell’azione l’Università di Torino e Institut Agricole Règional di Aosta e l’Istituto Federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio (WSL) di Zurigo attraverso borse di studio dedicate e attività di analisi nei laboratori specializzati di queste strutture.

 Azione n. 4.b “Messa in comune dei sistemi di controllo ambientale”

Descrizione dell’azione

All’interno delle attività di scambio di esperienze pratiche di campo, i due Parchi si prefiggono di sostenere e realizzare al contempo una rete di scambio tra il personale tecnico addetto alla protezione ed alla misurazione dei fenomeni naturali, a partire dalla standardizzazione dei metodi di conteggio della fauna ungulata e di monitoraggio faunistico-ambientale ed all’esecuzione di azioni in comune, fino ad arrivare alla definizione di protocolli di valorizzazione dell’operato di campo come strumento indispensabile per il mantenimento di elevati standard di protezione a livello locale.

Lo scambio di iniziative tese alla valorizzazione delle grandi specie di ungulati alpini come “specie bandiera” e simbolo della protezione in ambiente alpino, sarà realizzato sia a livello metodologico e scientifico, sia a livello di restituzione al grande pubblico, attraverso in particolare la realizzazione di due momenti di informazione sullo scopo e le finalità delle azioni di controllo.

Obiettivi specifici

Creare, attraverso lo scambio del personale e delle conoscenze, una sensibilità comune nelle azioni di controllo e di monitoraggio della fauna al fine di una migliore valorizzazione del personale impiegato nelle aree protette;

  1. Attivazione di strategie comuni per la conservazione della natura nel suo complesso;
  2. Esaltare e mettere in evidenza il ruolo essenziale della protezione e del controllo ambientale anche come mezzo per raccogliere e valorizzare i dati faunistico-ambientali.

Descrizione tecnica

Messa in comune di sistemi di controllo ambientale e misurazione degli effetti della protezione;

  1. Definizione di una strategia comune di valorizzazione degli effetti della protezione.

Output

  • Azioni di scambio di personale tra le due aree protette durante operazioni di campo e di misurazione congiunta;
  • Realizzazione di due momenti di incontro e di divulgazione sull’operato della sorveglianza;
  • Armonizzazione dei data-base disponibili;
  • Relazioni tecniche;
  • Verbali delle riunioni tecnico-scientifiche.

Attori coinvolti nell’azione

I due parchi nazionali partner transfrontalieri (PNGP, PNS).

Il PNGP prevede di coinvolgere nell’azione anche l’Università di Torino con una borsa di studio dedicata.

Azione n. 4.c “Stima del valore economico degli ungulati di montagna e dell'importanza economica della loro protezione”

Descrizione dell’azione

Da alcuni anni si sono moltiplicate le analisi sul valore economico di alcune specie e della loro protezione. Queste indagini non sono ancora state svolte a livello alpino, relative all’impatto emozionale e quindi di attrazione turistica di queste specie. L’azione viene svolta attraverso sondaggi ed interviste e attraverso indagini di mercato e con la diffusione dei risultati a livello locale e nazionale attraverso opportuni documenti ed iniziative;

Il valore economico, dal punto di visto turistico, delle specie animali considerate viene comparato con quello ricavato da altre forme di gestione della fauna, per sottolineare come esistano reali e diverse alternative di gestione della fauna, che non implicano affatto interventi e manomissioni. La protezione ed il mantenimento degli equilibri naturali ha un suo valore intrinseco che occorre evidenziare attraverso azioni specifiche di divulgazione e di comunicazione.

I due parchi nazionali, simbolo a livello locale di grandi tradizioni di conservazione, si presentano con momenti di divulgazione pubblici e con la redazione di documenti in grado di evidenziare il valore anche economico della protezione ambientale.

Obiettivi specifici

Mettere in evidenza il valore monetario delle diverse specie considerate come riferimento emozionale e turistico e, quindi, come specie bandiera, attrazione per i visitatori;

  1. Valutare e quantificare l’importanza della protezione per dimostrare come gli ungulati di montagna possano avere oltre ad una valore etico ed emozionale anche un importante valore economico;
  2. Dare rilevanza all’importanza del contatto con i grandi animali selvatici e con la natura protetta al fine della valorizzazione del territorio, ponendo in risalto anche il valore economico di un’area nazionale protetta.

Descrizione tecnica

  1. Misura del valore intrinseco delle specie;
  2. Misura delle ricadute economiche della conservazione;
  3. Misura del valore economico della protezione all'interno dei Parchi nazionali.

Output

Relazioni tecniche

  • Attivazione di due momenti di divulgazione per ciascun versante
  • Predisposizione di un depliant multi-lingue sulla tematica
  • Verbali delle riunioni tecnico-scientifiche

Attori coinvolti nell’azione

I due parchi nazionali partner transfrontalieri (PNGP, PNS).

Il PNGP prevede di coinvolgere nell’azione anche l’Istituto Geografico dell’Università di Zurigo con una borsa di studio dedicata.

Attività n. 5 “Divulgazione e formazione”

L’attività di comunicazione mira a diffondere e promuovere i contenuti sviluppati nel quadro delle attività di cooperazione tecnico-scientifica realizzate durante il progetto.

I due parchi realizzeranno congiuntamente due ordini di attività indirizzate, le prime verso dei pubblici specifici (operatori faunistici europei e giovani in età scolare), le secondo verso il pubblico in generale (attivazione di strumenti dedicati di comunicazione tradizionale e web; pubblicazione divulgativa).