Interreg-Great

camosci

Il Parco del Gran Paradiso ed il Parco Nazionale Svizzero hanno attivato un progetto transfrontaliero Italia-Svizzera denominato Interreg-Greate dedicato ai Grandi Erbivori negli Ecosistemi Alpini in Trasformazione.

Attraverso una Convenzione quadro per la collaborazione nell'ambito della ricerca scientifica il Parco del Gran Paradiso ed il Parco Nazionale Svizzero hanno avviato una collaborazione allo scopo di condividere metodologie di monitoraggio ed analisi comuni e di ricavare al contempo sistemi di valutazione e conoscenza innovativi nell’ambito della conservazione della fauna selvatica protetta e della biodiversità nei rispettivi parchi.

  • Obiettivi specifici

Tale obiettivo generale passa attraverso la conoscenza condivisa dei meccanismi ecologici che le governano e che ne condizionano la sopravvivenza; in questo senso le dinamiche ecologiche seguite nel lungo periodo potranno fornire informazioni sulla capacità di risposta delle specie ai principali mutamenti ambientali che si stanno registrando sull’arco alpino, in particolare quelli climatici che hanno influenza sulla qualità della risorsa trofica disponibile e sul comportamento spaziale degli animali.

Per queste ragioni, il progetto “GREAT” organizza le proprie attività attorno ai seguenti obiettivi specifici:

-          armonizzare le metodiche dei due Parchi nazionali di monitoraggio e di raccolta dati a lungo termine, in particolare sulla eco-etologia e sulla biologia delle quattro principali specie di ungulati di montagna;

-          sistematizzare azioni congiunte di condivisione dei database disponibili e di confronto dei dati raccolti, al fine di poter sviluppare strumenti di pianificazione coordinata;

-          creare protocolli di analisi ed elaborazione congiunta dei dati raccolti, che consentano di meglio comprendere in particolare il peso dei fattori limitanti che attualmente condizionano lo sviluppo delle popolazioni ungulate;

-          realizzare occasioni di conoscenza e diffusione congiunte, in modo da rafforzare al contempo la sensibilizzazione del pubblico sul tema della conservazione e dello sviluppo sostenibile dei territori alpini, così come i processi ascendenti che ne possono conseguire.

Le conoscenze acquisite attraverso le attività specifiche dedicate alla fauna ungulata verranno altresì messe in relazione con quelle relative all’evoluzione della risorsa trofica, in particolare quella che origina dalle praterie alpine, che sono in rapida evoluzione in virtù dei forti cambiamenti climatici in atto.

Parallelamente, poiché la presenza di grandi animali è sempre più fonte di attrazione turistica, tra gli obiettivi specifici del progetto rientrerà anche la valutazione economica del valore intrinseco di queste specie che si traduce in fonte di reddito per le popolazioni locali. In altre parole, poiché la misura del comportamento e delle abitudini della grande fauna ungulata di montagna è rilevante ai fini della conservazione e della gestione, attraverso questo progetto i partner si prefiggono di verificare di cambiamenti che modificano la percezione della presenza di queste specie anche nei confronti degli abitanti locali e dei visitatori; tale valutazione ha infatti importanti ripercussioni sulla conservazione della specie stessa.