La storia e le finalità di Paradisia

La storia e le finalità di Paradisia

Paradisia, il cui nome non deriva come si è facilmente portati a credere, dal massiccio del Gran Paradiso, ma dal Giglio di monte (Paradisea liliastrum, una liliacea dai delicati fiori bianchi spontanea nelle zone prative circostanti), è sorto nel 1955 per volere del Consiglio d'Amministrazione del Parco Nazionale Gran Paradiso al fine di valorizzarne la flora.

L'aspetto didattico-divulgativo è fondamentale per Paradisia, infatti il turista può avvicinarsi alle piante che potrebbe incontrare durante un'escursione, confrontarle con altre simili, conoscerne il nome scientifico e la distribuzione geografica e quindi imparare a rispettarle. Allo stesso tempo il giardino può essere un valido punto di riferimento per botanici e naturalisti nella loro attività di ricerca. Inoltre Paradisia provvede ogni anno, mediante la raccolta di semi sia all'interno del giardino sia in natura, alla stesura di un catalogo (Index Seminum) con cui si attuano scambi con giardini e orti botanici di tutto il mondo.

Cosa si può visitare Paradisia ospita più di 1000 specie diverse, tutte raccolte in natura o ottenute da seme nel vivaio annesso al giardino stesso. Inoltre per soddisfare il crescente interesse verso il mondo naturale sono stati ricostruiti alcuni lembi di ambienti naturali con le associazioni vegetali che li caratterizzano (pseudo-steppa, torbiera, ambiente detritico, alneto). L'esposizione petrografica raccoglie ed illustra alcuni campioni delle rocce più significative della Valle di Cogne e di altre zone del Parco. L'esposizione dei licheni, che colonizzano spontaneamente una serie di grossi massi e che si mantengono grazie alle favorevoli condizioni ambientali e alla quasi totale mancanza di inquinamento, è unica nel suo genere avvicinando il turista a questi curiosi esseri viventi, esempio di simbiosi tra un fungo ed un'alga. Il giardino delle farfalle è un itinerario, nella parte alta del giardino, dedicato a questi insetti che svolgono un ruolo molto importante come impollinatori della flora di montagna. È inoltre in fase di ultimazione anche un'area dedicata alle piante officinali più utilizzate nelle valli del Parco; con l'aiuto di pannelli esplicativi il visitatore potrà riconoscere le principali specie impiegate nel settore medicinale, cosmetico, liquoristico e culinario.